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Il mondo dalla mia finestra

Mi piace sedermi sul bracciolo del divano e osservare il mondo che walk by sotto di me. La finestra e’ una di quelle grandi, senza tende e nemmeno persiane, caratteristica delle case londinesi. Si affaccia su un piccolo parco, il mio “giardino segreto”, dove mi piace rifugiarmi, sedermi sul prato, osservare il cielo e gli aerei che volano in alto..sempre piu’ in alto.. Sta facendo buio, e’ ancora presto pero’ piano piano le giornate si stanno allungando.. i lampioni si stanno accendendo, uno dopo l’altro, cosi come le luci all’interno delle case. Riesco a scorgere il campanile illuminato di Westminster Cathedral, nascosto da qualche grattacielo qua e la’. Il cielo si colora di rosa, il sole sta tramontando alle mie spalle. Oggi Londra mi ha regalato una giornata di sole, un’illusione di primavera ancora pero’ molto lontana.. Cosa vedo? Vedo qualche cab nero che corre veloce sulla strada, sono sempre molto impazienti, e quando attraversi la strada devi stare molto attenta, di solito non si fermano mai per farti passare! Vedo uomini in suit e donne su tacchi alti che stanchi si affrettano verso le proprie case. Vedo qualche turista che, sotto un lampione in cerca di luce, estrae la mappa dal proprio zaino e prova ad orientarsi. Io di solito non porto mappe con me. preferisco perdermi per poi ritrovarmi e perdermi di nuovo. e’ il modo migliore per visitare una citta’. Vedo un uomo al telefono che cammina veloce, sembra arrabbiato, gesticola e quasi sento la sua voce fin quassu’. Vedo una bimba per mano alla mamma che sorride spensierata. Vedo un ciclista che pedala senza fretta, caso molto raro a Londra e si fa strada fra le macchine ferme al semaforo. Sento una sirena in lontanza. ormai sono abituata al suono delle sirene, e’ un po’ la colonna sonora di Londra. Vedo la mia vicina di casa, con le borse arancioni della spesa che fruga nelle tasche alla ricerca delle chiavi di casa. Vedo due innamorati che passeggiano abbracciati, sembrano essere su un altro pianeta. un pianeta lontano. loro passeggiano con il loro amore. il resto non ha importanza. Sento il suono del telefono di casa. Vado a rispondere. Poi torno. Era la sorella della mia coinquilina. con un marcato accento tedesco mi ha chiesto se Manu era in casa. Ho dato un’occhiata, le luci della sua camera sono spente. I’m afraid, ho detto, non e’ in casa. Mi affaccio di nuovo alla finestra. Vedo un uomo che sta gettando la rubbish e meticolosamente divide la plastica, carta e lattine dal resto della garbage. Vedo un cane che passeggia da solo. Aspetta. Ecco il padrone che arriva, apre il cancello per accedere al giardino segreto e sparisce dietro la siepe. Sento il mio telefono vibrare. l’ho lasciato sulla mia scrivania, sepolto da una montagna di libri e fotocopie. Dovrei studiare, invece sono seduta sul bracciolo del mio divano ed osservo il mondo. Un attimo di calma. La strada e’ vuota. In casa non c’e’ nessuno. Tranquillita’. Il venerdi’ nessuno di solito ritorna dopo il lavoro per cena. Tutti vanno al pub, altra caratteristica tipica British. Mi piace questa pace. Luci soffuse… “Bitter Sweet Symphony” in sottofondo.. Chiudo la finestra. Ritorno a studiare. A presto!

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SONG: "She wanders"

She still believes in fairytale.. She lives in a world made of dreams.. She wanders around looking for an answer.. But the answer is yet to come..and so She wanders..wanders..wanders.. Looking for a way out. Looking for a steady hand. Looking for an anchor. Looking for the place where the answer lays. The answer lays. The answer lays. Deeper and deeper and deeper in her heart. Deeper and deeper and deeper in her soul. She is afraid too afraid to jump. She is afraid too afraid to look. She is afraid too afraid to find her way. And so she wanders..wanders..wanders.. Until she get completely lost.

Taglietto nell'anima

avevo parlato qualche settimana fa di una ragazza. e un ragazzo. una notte passata a parlare d’amore. lenzuola calde. baci sulla schiena. illusione d’amore. la ragazza ora e’ di nuovo sola. lei e la sua vita. e’ sola come non mai… eppure ha deciso di non voltarsi piu’ indietro e camminare guardando avanti. si ferma. riflette. pensa a quanto sia difficile distaccarsi dal passato. o meglio quanto l’idea di distaccarsi dal passato sia difficile. in fondo non lo e’. in fondo non c’e’ niente di piu’ facile di abituarsi a qualcosa di nuovo. la ragazza indossa una maglietta bianca, leggins blue navy e stivaletti rosa. fuori piove. il cielo e’ grigio. la sua amata citta’ sembra piangere quelle lacrime che la ragazza ha finito. seduta su un letto scrive. scrive. e pensa. e suona. e sorride. ha male ad un dente, e un altro taglietto nell’anima.

Stop it. Will you?

Stop it. Will you? Come on. Move on. Expectations? Never. Just a little bit naive. Shifting my focus from what is unnecessary to what that really matters. Again, living day by day. The past is gone. Yet I still feel trapped in good memories. This is where expectations stem from. from good memories. from thoughtless promises. from talking talking talking. It makes no difference how aware you tend to be. It is still hard to control your mind and keep it focus. On the contrary, it wanders around on a long long path. And you get to a point when it is almost impossible to go back. Few steps to reach the peak. The most strenuous steps. Climbing up. Slipping back. Looking for some fresh water where to quench my thirst. thirst for love. thirst for results. thirst for fulfilment. No need to look far. it is there. it is here. within my self. deep down. in my soul. it is there. the water i’m longing for. that water to quench my thirst. It is just a matter of moving on. come on. It is so simple...